Dentro i canneti del Lago di Varese
Esplorare in canoa uno degli ambienti più nascosti e vitali del lago
Un lago diverso da quello che si vede dalla riva
Guardando il Lago di Varese dalla strada, da una passeggiata o da uno dei suoi punti panoramici, si ha la sensazione di conoscerlo. Basta però allontanarsi di pochi metri dalla riva per scoprire un ambiente completamente diverso.
In alcuni tratti il bordo del lago è occupato da estese fasce di canneto. Dall'esterno sembrano quasi una barriera uniforme, ma dall'acqua cambiano aspetto: compaiono aperture, piccoli passaggi e zone riparate che permettono di entrare lentamente in un paesaggio molto più raccolto.
Perché la canoa canadese è perfetta per esplorarli
La canoa canadese permette di muoversi lentamente e con poco rumore. Non c'è un motore e non serve velocità: bastano pochi colpi di pagaia per avanzare, fermarsi o cambiare direzione.
È proprio questa semplicità a renderla particolarmente adatta all'esplorazione dei canneti. Possiamo seguire il profilo della vegetazione, entrare dove lo spazio lo permette e fermarci ad osservare ciò che succede intorno a noi senza avere la sensazione di dover raggiungere necessariamente una destinazione.
Quando il paesaggio si chiude intorno alla canoa
Entrando nel canneto cambia anche la percezione dello spazio. Il lago aperto scompare progressivamente dalla vista, i rumori provenienti dalla riva si attenuano e la vegetazione diventa improvvisamente molto vicina.
Ci si ritrova a pagaiare tra pareti di canne, piccoli specchi d'acqua e passaggi che dall'esterno erano praticamente invisibili. È uno di quei momenti in cui pochi metri di navigazione riescono a cambiare completamente il modo in cui percepiamo un luogo.
Un ambiente pieno di vita
Il canneto non è soltanto vegetazione. È uno degli ambienti più interessanti del lago perché offre riparo e spazio a numerose specie di uccelli acquatici e ad altri animali che vivono lungo le sue rive.
Muovendosi lentamente può capitare di osservare folaghe, svassi, aironi, cormorani e altri abitanti del lago. A volte li vediamo immediatamente, altre volte ne percepiamo prima la presenza attraverso un movimento tra le canne o un richiamo proveniente dalla vegetazione.
Non si tratta di andare alla ricerca dell'animale a tutti i costi. La parte interessante è proprio entrare nel suo ambiente mantenendo una distanza rispettosa e lasciando che sia il lago a decidere cosa mostrarci.
Ogni volta il percorso può essere diverso
I canneti sono anche un buon esempio di quanto un lago sia un ambiente dinamico. Il livello dell'acqua, la crescita della vegetazione, il vento e la stagione possono rendere accessibile un passaggio e chiuderne un altro.
Per questo non esiste necessariamente un percorso identico da ripetere ogni volta. L'esplorazione si adatta alle condizioni che troviamo e diventa parte dell'esperienza stessa.
Esplorare senza lasciare traccia
Entrare in questi ambienti richiede però attenzione. La vegetazione non è un ostacolo da attraversare a forza e gli animali non devono essere inseguiti o avvicinati per ottenere una fotografia.
La canoa ci permette di fare esattamente il contrario: passare lentamente, osservare e poi lasciare il luogo esattamente come lo abbiamo trovato.
Forse è proprio questo uno degli aspetti più belli dell'esplorazione del Lago di Varese: scoprire che non servono grandi distanze per avere la sensazione di essere entrati in un posto completamente nuovo.
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